Dove sono

La giovinezza

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Cresceva bella e buona la bimba siracusana, sot to lo sguardo vigile della madre: soprattutto era bella nella modestia del portamento, onde la madre già pensava per lei la soluzione di un felice matri monio.

Invece Lucia aveva ben altro proposito nella sua vita: si era consacrata perennemente al Signore con voto di verginità. Neanche la madre fu a conoscen za di questo.

Soltanto un insieme di circostanze fortuite resero manifesta la sua consacrazione al Signore.

Alla vicina città di Catania, ogni anno solevano andare in folla i cristiani per venerare il corpo del la vergine martire S. Agata, morta per la fede di Cristo nel 231, durante la persecuzione di Decio. I miracoli, che avvenivano presso il suo sepolcro, ne avevano diffuso la fama in tutta la Sicilia cristiana.

Il 5 febbraio del 301, festa della Santa, tra i pellegrini c’erano anche Lucia ed Eutichia sua madre.

Da oltre quarant’anni Eutichia soffriva di gravi emorragie, per le quali nessun rimedio era stato uti le: ormai aveva perduto ogni speranza di guarire.

In quel giorno, durante i sacri misteri, fu letto il tratto evangelico, che narrava l’episodio dell’emo roissa: una malattia identica alla sua. Il testo evan gelico fu compreso bene dalle due donne. Una fi ducia insperata di poter guarire provò Eutichia e viva fede ebbe Lucia nella potenza miracolosa di S. Agata. L’emoroissa era guarita appena aveva toc­cato la veste del Signore: la madre di Lucia sareb be stata risanata se invece avesse toccato il sepolcro della santa martire. Così Lucia suggerì a sua madre.

Sul far della sera, quando tutti ebbero lasciato la chiesa, le due donne rimasero nella penombra in fiduciosa preghiera accanto al sepolcro di S. Agata. Le loro parole alla Santa erano di intensa richiesta di guarigione. A lungo però non poterono pregare ché il sonno ebbe il sopravvento e Lucia si addor mentò profondamente lì nella penombra della chiesa, accanto al sepolcro della martire catanese.

Nel sonno le parve di aver presente una visione nitida: schiere e schiere di angeli circondavano la ver gine   S. Agata, che sorrideva a Lucia e le diceva:

« Lucia sorella mia, vergine di Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere ? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana ».

Quando Lucia si svegliò, rivelò alla madre la visione serena e le parole risanatrici di S. Agata. Era guarita la madre. Inoltre era questo il momento opportuno .di farle conoscere il suo voto di vergi nità. Così in realtà fece. Nessun rammarico mostrò la donna per questo proposito santo: anzi le disse che ogni sua cosa personale, dopo la morte, le sareb be stata lasciata.

Il momento era adatto per Lucia per suggerire alla madre propositi di maggiore perfezione, giac ché manifestava così vivamente il distacco dai beni della terra; onde la consigliò di vendere tutte le sue sostanze e darle ai poveri.

Per allora Eutichia non fece alcun progetto, ma poi, ritornate, a Siracusa, Lucia riprese ancora a parlarle dell’ideale di perfetta povertà. Ben presto si decise di vendere i suoi beni e distribuire il rica vato ai poveri, seguendo gli esempi della primitiva chiesa di Gerusalemme.

Una tale elargizione se era esemplare nella fer vente comunità cristiana di Siracusa, destava senz’al tro lo stupore dei pagani, per i quali i beni di que sto mondo erano le cose migliori della vita. Ordina riamente un gesto del genere era sintomo evidente di fede cristiana: solo i seguaci di Cristo giungevano a disprezzare i beni della terra al punto da ven­derli e darli ai poveri. E così pensò uno a cui molto interessavano i beni di Lucia: un giovane del quale la tradizione non ha conservato il nome e che desi derava vivamente di farla sua sposa.

Dalla madre di Lucia volle sapere perché la fi gliuola vendeva le vesti preziose e gli ornamenti; per quale ragione distribuiva il ricavato ai poveri, alle vedove ed ai ministri del culto cristiano. Eutichia diede una risposta evasiva, che per il momento lo rese tranquillo.

Ma in seguito il sospetto che Lucia fosse cri stiana divenne certezza: visto fallire il suo desiderio di averla come sposa, poiché ella lo aveva respinto, decise di denunciarla al prefetto della città come cristiana e di conseguenza fossero applicati a lei i decreti imperiali.

 

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