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Siracusa...la più grande città greca!

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Siracusa...la più grande città greca!

 

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<<Di verde all'aquila al naturale, al volo abbassato e con l'ala sinistra chiusa, cimata di corona regia, caricata nel petto di un castello d'oro, torricellato, afferrante con gli artigli d'oro i fulmini di Giove dello stesso. Sotto lo scudo una lista d'azzurro con la scritta S.P.Q.S.' >>

(Decreto del 8 dicembre 1942)Siracusa - Stemma

  

File:Siracusa sunrise.jpg

Siracusa (Sarausa in siciliano) è un comune italiano di circa 123.595 abitanti (dati statistici aggiornati al 2008),capoluogo della omonima provincia. È la quarta città della Sicilia per numero di abitanti, dopo Palermo, Catania e Messina. Già definita da Cicerone "la più grande e bella di tutte le città greche" dal 2005 assieme alla necropoli rupestre di Pantalica è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Il nome Siracusa deriva dal siculo Syraka (abbondanza d'acqua), per la presenza di molti corsi d'acqua e di una zona paludosa. Sia in greco che in latino è al plurale, Siracusae, perché la città fondata da Archia, un nobile di Corinto nel 734 a.C. divenne in pochi anni la Pentàpoli in quanto al nucleo originale, costituito sull’isola di Ortigia si aggiunsero, man mano, altri quattro nuclei: Acradina, Tiche, Neàpoli ed Epipoli.

 dalle Verrine di Cicerone...ecco la descrizione dell'antica Siracusa

<< Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca, e la più bella di tutte. La sua fama non è usurpata: occupa una posizione molto forte, e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrivi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi, ma che si congiungono e confluiscono all'altra estremità. Nel punto di contatto, la parte della città chiamata l'isola, separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte. La città è così grande da essere considerata come l'unione di quattro città, e grandissime: una di queste è la già ricordata "isola", che, cinta dai due porti, si spinge fino all'apertura che da accesso ad entrambi. Nell'isola è la reggia che appartenne a Ierone II, ora utilizzata dai pretori, e vi sono molti templi, tra i quali però i più importanti sono di gran lunga quello di Diana e quello di Minerva, ricco di opere d'arte prima dell'arrivo di Verre. All'estremità dell'isola è una sorgente di acqua dolce, chiamata Aretusa, di straordinaria abbondanza, ricolma di pesci, che sarebbe completamente ricoperta dal mare, se non lo impedisse una diga di pietra.
L'altra città è chiamata Acradina, dove è un grandissimo Foro, bellissimi portici, un pritaneo ricco di opere d'arte, un'amplissima curia e un notevole tempio di Giove Olimpio; il resto della città, che è occupato da edifici privati, è diviso per tutta la sua lunghezza da una larga via, tagliata da molte vie trasversali. La terza città, chiamata Tycha perché in essa era un antico tempio della Fortuna, contiene un amplissimo ginnasio e molti templi: si tratta di un quartiere molto ricercato e con molte abitazioni. La quarta viene chiamata Neapolis (città nuova), perché costruita per ultima: nella parte più alta di essa è un grandissimo teatro, e inoltre due importanti templi, di Cerere e di Libera, e la statua di Apollo chiamata Temenite, molto bella e grande, che Verre, se avesse potuto, non avrebbe esitato a portar via.>> 

  

Siracusa e i suoi primati

  • Il Duomo è la prima chiesa cristiana d'Europa per anno di fondazione;
  • L'Ara di Ierone è il più grande altare votivo del mondo (lungo 200 m e largo, nella testate nord, 23 m, ha quasi la grandezza di uno stadio olimpionico);
  • Il Teatro greco di Siracusa è il più grande teatro della Sicilia e il meglio conservato in Europa. Inoltre la cavea risulta essere la più grande del mondo ellenico (ha un diametro di circa 140 m);
  • Il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi” è il più grande museo archeologico d’Europa;
  • Il Porto aretuseo è il più grande porto naturale della Sicilia il quale, inoltre, ha l' unicità di essere incastonato in un centro storico;
  • Siracusa è stata la più grande metropoli dell' antichità (superava il milione di abitanti);
  • Siracusa è la terza città della Magna Grecia per anno di fondazione;
  • L'Anfiteatro romano è l'anfiteatro tra i più grandi del Meridione d'Italia;
  • Il Museo del Cinema di Siracusa è il terzo museo del cinema per collezione in Italia;
  • Le Catacombe di Siracusa (S. Lucia, S. Marciano/S. Giovanni, S. Maria di Gesù, Vigna Cassia) sono, dopo quelle di Roma, le più estese al mondo;
  • Il Siracusa Calcio è stata la prima realtà calcistica siciliana ad essersi aggiudicata un trofeo (Coppa Italia di serie C) nel 1979.

Gli spettacoli e la cultura

 

Ad oggi si rivivono i fasti del teatro greco grazie alle rappresentazioni classiche organizzate ogni anno dall'INDA ("Istituto del Dramma Antico"), mentre dal 2001 l'Ortigia Festival ospita rappresentazioni teatrali moderne e spettacoli di musica e danza, tenuti nei luoghi più suggestivi della città. Da agosto a settembre, presso la latomia dei Cappuccini, si tiene la rassegna d'arte, musica e letteratura LatomiArte. A settembre si tiene il Festival Internazionale del Balletto. Inoltre per onorare il cinema, viene organizzato il Corto Siracusano.
Da alcuni anni sono ripresi gli spettacoli tradizionali dell'Opera dei pupi, grazie ai discendenti Mauceri, antica famiglia di pupari. 

 

Il papiro di Siracusa

 

Siracusa è celebre nel mondo anche per la presenza del papiro che cresce rigoglioso tra le sponde del fiume Ciane e in Ortigia nella fonte Aretusa. Secondo alcune ipotesi la pianta fu importata dall'Egitto verso il 250 a.C. forse mandata da Tolomeo II Filadelfo a Ierone II; secondo altre ipotesi sono stati gli arabi ad introdurre la pianta in Sicilia. Esiste anche un'altra possibilità; che si tratti di una pianta autoctona e non importata; ne esiste infatti una varietà anche nella Riserva Naturale Orientata Fiume Fiumefreddo. La lavorazione della carta papiro siracusana che nel passato era apprezzata per i documenti, è oggi valorizzata a scopo culturale; a Siracusa vi è infatti un Istituto Internazionale del Papiro ed anche un Museo del papiro che mantengono la memoria dell'antica lavorazione del papiro in città e in Egitto.

 

La tomba di Archimede e il suo mistero

 

 

Con il nome di Necropoli Grotticelle si indica un'ampia area cimiteriale greca e romana nei pressi del Parco archeologico. Tale necropoli restò in uso da un'età tardo-arcaica fino ad età ellenistica. Delle tombe a fossa, di epoca greca, resta ben poco, ma le tombe a camera, di epoca romana, sono numerose e, proprio ai limiti orientali del parco arheologico, tra alcune tombe a camera ricavate nella viva roccia (databili a età imperiale romana) ve ne sono due che interessano la sommità del banco roccioso e presentano la parte anteriore decorata da semicolonne doriche a rilievo, sormontate da un frontone a timpano.

 

 

Quella rivolta a sud, e osservabile anche dalla strada che costeggia il parco, per tradizione è detta Tomba di Archimede. Ma si tratta in realtà di un colombario romano , cioè di una camera sepolcrale di età romana provvista all'interno di due ordini di nicchie per la sistemazione delle urne cinerarie. In effetti questa camera mortuaria non può essere quella del grande scienziato Siracusano, in quanto di epoca assai successiva alla sua morte: è stata datata tra il I° secolo a.c. ed il I° secolo d.c.. La vera tomba dello scienziato Siracusano, scoperta da Cicerone, doveva avere una colonna nella quale vi era raffigurata una sfera con un cilindro circoscritto.

 

L'orecchio di Dionisio

 

L'Orecchio di Dionisio (ma anche Orecchio di Dionigi) è una grotta artificiale che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, poco lontano dal Teatro Greco di Siracusa.

Scavata nel calcare la grotta è alta circa 23 m e larga dai 5 agli 11 m, e si sviluppa in profondità per 65 m, con un andamento ad S. La sua particolare forma ad orecchio d'asino fece coniare al pittore Caravaggio, recatosi nella città aretusea nel 1608 in compagnia dello storico siracusano Vincenzo Mirabella, l'espressione Orecchio di Dionisio.

Secondo la tradizione infatti il tiranno Dionigi fece costruire la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, e appostandosi all'interno di una cavità superiore ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma, l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a 16 volte. Secondo alcuni la presenza della cavità posta sotto la cavea del Teatro Greco, favorisce l'acustica del teatro.

 

Affascinato dall'acustica e dalla suggestione del luogo, il Caravaggio ambientò in questa latomia il celebre quadro Il seppellimento di Santa Lucia.

 

 

 

 

 

 

Le latomie dei Cappuccini

 

 

La Latomia dei Cappuccini è la più grande tra le latomie di Siracusa, in lingua siciliana essa viene anche chiamata sibbia.

Fu utilizzata sin dal VI secolo a. C. come cava per arricchire la città di monumenti e abitazioni. Dopo la vittoria di Siracusa sulle truppe ateniesi, i soldati catturati furono rinchiusi e lasciati morire all'interno delle latomie, tra cui quella dei Cappuccini. Alla fine del '500 la latomia fu integrata al sovrastante convento di frati, da cui poi prese definitivamente il nome. Nel 1868 l'intero complesso delle latomie divenne di proprietà pubblica e acquisito dal Comune di Siracusa. Solo all'inizio del Novecento l'area fu aperta al pubblico e destinata a giardino grazie la realizzazione di infrastrutture, tra cui anche un piccolo teatro all'aperto, la suddivisione in aiuole e l'impianto di diverse specie ornamentali. A seguito di un crollo che interessò parte della Latomia, negli anni Sessanta fu chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e lasciata in abbandono. Negli ultimi anni, dopo una serie di lavori di consolidamento e di sistemazione, la prima parte della Latomia è stata riaperta al pubblico, con la possibilità di visite guidate.

La latomia dei Cappuccini è interessata ogni anno da una serie di manifestazioni culturali intitolate LatomiArte, grazie alla presenza di un sito suggestivo e alla sua importanza storico-culturale.

 

L'Anfiteatro romano

 

 

Si trova nella zona monumentale, presso il teatro greco e l'ara di Ierone II; il suo orientamento diverge da quello degli edifici della Neapolis e del teatro e segue probabilmente quello di Acradina, in modo simile all'ara di Ierone. Vi giungeva l'asse viario che divideva i quartieri Acradina e Neapolis, concluso da un arco trionfale di epoca augustea di cui restano solo le fondazioni. Nei pressi era una fontana, alimentata da una grande cisterna tuttora conservata sotto la vicina chiesa di San Nicola. È in gran parte scavato nella roccia e per la costruzione della parte nord orientale si sfruttò il pendio della balza rocciosa nella quale, a breve distanza, erano state ricavate la cavea del teatro greco e le grandi latomie ad esso prossime. Quasi nulla resta invece della parte costruita superiore. L'anfiteatro, riportato alla luce nel 1839 dal duca di Serradifalco, ha dimensioni monumentali: i diametri esterni (m 140 x m 119).

 

Il monumento ha due ingressi ed è servito da un articolato sistema di scale che scendono dalla quota esterna. L'arena era dotata, al centro, di un ampio vano rettangolare, originariamente coperto, collegato attraverso un passaggio sotterraneo con l'estremità meridionale del monumento, sull'asse del corridoio di ingresso: si tratta di opere sotterranee necessarie per i macchinari utilizzati durante gli spettacoli. Intorno all'arena la cavea era distinta da un alto podio, dietro il quale corre un corridoio coperto con varchi per l'accesso all'arena dei gladiatori e delle belve. Al di sopra sono ricavati i primi gradini, riservati a personaggi di rango, i cui nomi nel III e IV secolo furono iscritti sul parapetto. A quote più alte vi sono altri due ambulacri coperti a volta (che si svolgono sotto la cavea), mentre un terzo ambulacro si svolge a coronamento del monumento, ed era provvisto di un portico colonnato.
Dagli ambulacri anulari una serie di passaggi radiali consentiva l'accesso alle gradinate dei vari settori della cavea. Dall'anfiteatro inoltre provengono quattro frammenti in calcare pertinenti ad una grande iscrizione monumentale che doveva, verosimilmente, coronare l'ingresso maggiore a sud.

 

Il Castello Eurialo

 

Il Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelo (testa di chiodo). Voluto da Dionisio I, tiranno di Siracusa, sorge sul punto più alto (120 m s.l.m) della terrazza del quartiere Epipoli a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere. L'edificazione di questa imponente opera militare risale al periodo tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco. L'entrata del Castello è protetta da tre fossati. Il primo più piccolo è lungo 6 m e profondo 4 m, mentre il secondo a 86 m dal primo, è lungo circa 50 m a difesa di un'opera avanzata alle spalle della quale si trova il terzo fossato largo 17 m e profondo 9 m. Seguendo questo percorso troviamo un recinto e il mastio, che ha forma trapezioidale, difeso da cinque grandi torri. Al di là del mastio vi è un grande recinto dove era presente la porta d'ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m.

 

Castello di Eurialo 02
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Tutta la costruzione presentava degli elementi strategici che servivano per cogliere di sorpresa gli eventuali assalitori come, ad esempio, l'intricato sussegursi di gallerie che dava la possibilità di spostare le truppe da un punto all'altro della fortezza senza essere visti o la "porta ad invito" (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l'ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l'attacco delle milizie del castello. Dopo la conquista romana della città nel 212 a.C. ad opera del Console Marcello, il grande complesso militare dell'Eurialo fu modificato fino all'età bizantina quando ne venne ricostruita una parte usando del materiale di spoglio proveniente da altre parti dirute. Il castello è sito come punto di cerniera tra le due ali di mura che cingevano la città per una lunghezza totale di 27 km. Secondo le fonti antiche Archimede aveva difeso sino all'ultimo la città grazie all'istallazione dei suoi leggendari macchinari.

 

Castello Eurialo
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Il Santuario della Madonna delle lacrime 

Il Santuario della Madonna delle Lacrime è stato eretto a ricordo della miracolosa lacrimazione di un'effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posto a capezzale dai coniugi Iannuso presso la loro umile abitazione in via degli Orti a Siracusa, nel 1953. Il santuario è costituito dalla cripta e dal tempio superiore, con un corpo conico formato da costoloni in cemento armato che raggiungono un'altezza complessiva di 74 m, sormontati da un coronamento in acciaio di 20 metri di altezza che porta una statua della Madonna in bronzo dorato, opera di Francesco Caldarella, circondata da un'aureola ad elementi circolari e raggiera.

Effige in gesso del Cuore Immacolato di Maria

Nel tempio superiore vi è l'altare centrale che custodisce il prodigioso quadretto. Lateralmente vi sono le cappelle: (da destra) Cappella della Sacra sindone (Riproduzione), San Giuseppe e Santa Lucia. A sinistra: Santassimo Sacramento, Altare della Carità e infine la cappella di San Pio da Pietralcina. Sul piano della cripta, sono conservati dei resti di età romana e tardo-antica costituiti da un ipogeo pagano e da un annesso vasto ambiente con pareti originariamente decorate a mosaico. In Cripta vi sono delle cappelle, quella di San Corrado Confalonieri, di Sant'Agata, San Francesco d'Assisi e altre. Nella cappella di Santa Lucia vi è la tomba di Mons. Calogero Lauricella, Arcivescovo di Siracusa dal 1973 fino alla morte nel 1989.

L'evento miracoloso si ripeté dal 29 agosto al 1º settembre 1953 nella generale commozione di un'immensa moltitudine di fedeli, in casa dei coniugi Iannuso. Raccolte le lacrime furono sottoposte a ogni tipo di analisi scientifica e risultarono autentico liquido lacrimale. La devozione che ne è seguita è stata di enormi proporzioni. La piccola effigie della Madonna delle Lacrime, prima provvisoriamente ricoverata nella vicina piazza Euripide, meritava giusto ricovero all'interno del Santuario. L'opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat a seguito di un bando di concorso internazionale. La costruzione ebbe inizio nel 1966 dopo aver verificato la presenza di reperti archeologici sul terreno. Venne ritrovata un'area abitativa del VI secolo a.C. e portato alla luce un pezzo di strada. Tale strada costituiva la via principale del quartiere Akradina. La costruzione fu completata dopo circa 28 anni ed il santuario venne inaugurato il 6 novembre 1994 da Giovanni Paolo II.
***
Come arrivare a Siracusa 

La città è interessata dal passaggio del tracciato A18 che collega Siracusa a Catania e a Gela. Di questo tracciato esistono tuttavia solo 40 Km operativi in direzione di Gela, con il tratto Cassibile-Rosolini aperto al traffico dall'ottobre 2008. In direzione nord esiste la variante alla Strada Statale 114 Orientale Sicula, con caratteristiche autostradali fino ad Augusta, mentre il successivo tratto autostradale verso Catania è in costruzione.

Siracusa è una stazione di testa e capolinea ferroviario, con un traffico di treni a lunga percorrenza verso Roma, Torino, Milano e Venezia e treni regionali verso Catania, Messina, Ragusa, Gela e Caltanissetta. Verso sud la ferrovia è a binario singolo e non elettrificata, essa dovrebbe subire un profondo rinnovamento in concomitanza con l'apertura dell' intera tratta Siracusa-Gela.

Il porto di Siracusa, un tempo vivace nodo di scambi commerciali, ha perso radicalmente importanza dopo il taglio dei collegamenti con Malta, a vantaggio dei porti di Pozzallo e di Catania, per questo motivo è in corso un processo di rinnovamento che riporti l'area portuale quella di un tempo, in particolare mediante la realizzazione del porto turistico Marina di Archimede i cui lavori sono iniziati nell' estate 2008 con scadenza prevista per il 2011. Resta invece attiva la vasta movimentazione petrolifera presso il pontile Panagia.

Da alcuni anni è inoltre in discussione il progetto di costruzione di un aeroporto nelle vicinanze di Siracusa, specificatamente nell'area di Cassibile a ridosso della casa circondariale e dell'ippodromo, al fine di dotare la Provincia di un proprio scalo aeroportuale. Da settembre 2007, è comunque stato attivato nel capoluogo un collegamento aereo anfibio con l'idroscalo di Enna, unico idroscalo siciliano, attraverso velivoli in grado di decollare e "ammarare" dal mare o dai fiumi.

Strutture attualmente correlate

 

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